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Forum Domande & Risposte

Iniziata: oltre un anno fa   Ultimo aggiornamento: oltre un anno fa   Visite: 3385
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oggi mi è arrivata una lettera della mia banca, l'oggetto era: Nuove norme in materia di servizi di pagamento.la leggo ed evito di cercare di capire come mai sono parificata ad una microimpresa, sembra che ora non ci siano distinzioni tra consumatore e la suddetta.Nella lettera mi citano una serie di norme, e mi spiegano che queste norme sono a tutela del consumatore, nella fattispecie me, mi spiegano che se non dovessi essere in accordo con quanto mi scrivono posso sempre recedere...ah ah...che simpatici, che (alla voce carta bancomat), possono modificare unilateralmente le norme e le condizioni applicate al contratto, che possono revocarmi la carta in qualsiasi momento basta che me lo comunichino per telefono o via mail, e che in caso di cambio di tassi di interesse o di cambio possono applicare la modifica con effetto immediato senza preavviso...Ovviamente questo è il riassunto di 4 pagine, ma la mia domanda è:a cosa serve informarmi che hanno sempre ragione loro?

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"l'alea" contraddistingue tutti i contratti in generale, compresi quelli bancari. ovunque c'è un generico rischio imprenditoriale, che la banca può gestire e calibrare e anche l'assicurazione che addirittura si riassicura ecc. ecc. ecc..il conto corrente tradizionale, con movimenti in entrata e in uscita, assegni, possibilità di andare in rosso, fido, ecc. presenta parecchi rischi: assegni e cambiali a vuoto, pagamenti in scoperto di conto, che altro sono se non rischi anche per la banca, che anche se non è coinvolta direttamente nell'insoluto, deve comunque svolgere attività di recupero per la parte di sua spettanza? proprio per questo, i conti on line a costo (quasi) zero, che altro non sono che conti tradizionali senza l'addetto allo sportello, sono stati per ora affiancati e verranno presto soppiantati da "conti deposito" e "conti tascabili" (scusami la terminologia "gialla", peraltro molto chiara e intuitiva) veramente a rischio zero per la banca.

Sapiens... secum est (Il saggio sta con se stesso) (Seneca, Epistole, 9, 16)

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