Buonasera.Un neolaureato in architettura e' stato preso con contratto di formazione di tre mesi da una ditta che fa arredamento d'interni.In questi tre mesi il neolaureato ha eseguito rendering e virtual tour di progetti d'interni che l'azienda ha venduto/proposto ai clienti.Al termine dei tre mesi, l'offerta di lavoro: 250 Euri mensili lordi per 36 ore settimanali per i 12 mesi successivi (consentito dalla legge Biagi).Il neolaureato ha fatto una contro-offerta: mi apro la partita IVA e mi pagate il lavoro che faccio.Risposta: Grassa risata: (leggi: che ci prendi per fessi, visto che il parco disegnatori laureati e disoccupati e' infinito e la legge Biagi ci consente di prenderne per "formazione" quanti ce ne pare?)Ora, poiche' lo spirito della legge Biagi e' quello di inserire i ragazzi nel mondo del lavoro (cioe' imparare il mestiere in azienda), ma - in questo caso - non e' l'azienda che ha insegnato qualcosa al neolaureato, piuttosto, il neolaureato ha svolto il lavoro di cui l'azienda aveva bisogno (gli incanutiti architetti non sono in grado di far girare 3D o Rhinoceros), e' mai possibile che non ci sia alcuna forma di ricorso contro questo SFRUTTAMENTO?Se qualcuno ha qualche idea. Grazie.
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21/12/2012, ore 17:35
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