rimborso assicurazione sai famiglia frattura vertebraleBuongiorno,è la prima volta che scrivo in quest forum,vi scrivo per avere un parere da qualche esperto o da qualcuno che ha già dovuto affrontare questo tipo di problema.A febbraio mio padre è caduto da una scala con conseguente frattura di una vertebra quindi ha dovuto portare un busto ortopedico per 40 gg.La nostra famiglia è assicurata presso SAI (assicurazione sai famiglia), riconoscimendo da parte del medico dell'assicurazione del 18 % di invalidità permanente (circa 3300 euro di rimborso secondo loro).Il calcolo non dovrebbe essere questo? premio di 131000 euro / 4 membri della famiglia) * 18 % = circa 5900 euro ...Normalmente non abbiamo mai sfruttato l'assicurazione ma ora che ci sono problemi mi sembra che sia il medico che l'assicuratore stiano accampando scuse per ridurre al minimo il rimborso.So che non potete stabilire voi senza informazioni mediche l'entità del rimborso, se vi servissero maggiori informazioni chiedete e vi risponderò.La mia domanda rigurda il diritto ad un rimborso per la diaria da ingessatura.Il busto ortopedico rigido può essere paragonato ad un ingessatura?Se mi rimborsano per un gesso al polso perchè non farlo per una frattura vertebrale?La prima scusa era che l'infortunio non corrispondeva ad una frattura e a ciò abbiamo ovviato con certificati medici ,l'assicuratore confermava il diritto a diaria fino a ritrattare all'ultimo dicendo che la schiena non è un arto e quindi non rimborsano.Mi consigliate di assumere un avvocato?In caso affermativo anche la parcella dell'avvocato sarebbe rimborsata dall'assicurazione?Forse non sono stato molto chiaro ma è un po' cmpesso da spiegare specialmente per chi non è del campo.Se vi servono maggiori informazioni sarò ben felice di comunicarvi il necessario per effettuare una valutazione.Grazie in anticipo per l'aiutoEmiliano
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06/11/2011, ore 12:10
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20/11/2011, ore 14:56
il più delle volte certi prodotti vengono venduti sulla base di frasi da manuale del marketing, e trattandosi di prodotti comunque "complessi" una volta conquistata la fiducia... si vende di tutto! soprattutto poi se quello che vende il prodotto magari del tutto inefficiente è un "amico", un "compagno di scuola", un "collega", ecc ecc e si riesce a far leva sui "bisogni" del cliente dando un prodotto che solo in parte (o con molti distinguo) li soddisfa.L'errore che tu fai è quello di negare il fondamento e l'utilità sociale delleassicurazioni.---assolutamente no!ho sempre detto che le polizze temporanee caso morte, infortuni, malattia, danni e responsabilità civile sono utilissime ed anzi suggerisco sempre di sottoscriverle.ma il risparmio è meglio gestirlo con altri mezzi, troppo spesso i prodotti assicurativi sono inefficienti, vincolanti, costosi (come non ricordare le ormai famose polizze miste?) e venduti per quello che non sono. come del resto si evince dalle centinaia di testimonianze passate su questo forum nei pochi anni di vita.alcune compagnie poi sono recidive, soprattutto nel riciclare le reti di vendita sotto altro nome. e già questo invece dovrebbe far restare alla larga da certi personaggi. |
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20/11/2011, ore 20:53
Tutto evolve,in ambito polizze vita si è dimezzato il costo per tipicità di prodotto,la vera questione è come ho già affermato più volte dipende da come viene impostata e risolta l'esigenza.Ad ogni buon conto non puoi semplificare le polizze sono una cosa l'investimento un'altra cosa.Spesso il cross selling usato con discernimento porta vantaggi al cliente ed alla societàL'unico grosso problema è la scarsa formazione che trovi nelle reti in assicurazione,in banca,alla posta.Diversi paesi europei hanno vere e proprie scuole di formazione,perchè anzichè avere tanti ragionieri, geometri,periti,non possiamo avere tanti assicuratori.Ne guadagnerebbe la collettività. |
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