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ECONOMIA A Tokyo un modesto guadagno. Oggi Usa in forte ribasso per vari dati macro e aziendali Borse, chiusure disastrose Perdite oltre il 5%, Milano -3,16. A metà mattina non regge il rialzo iniziale: quasi tutte le piazze europee in negativo. Nel pomeriggio il ribasso assume dimensioni notevoli e le perdite aumentano fino alla fine. Vendite al dettaglio Usa in calo più delle attesedi ANDREA GRECO MILANO - Le Borse mondiali concludono sui minimi una seduta che sembra una riedizione delle peggiori viste nel 2008: dati macroeconomici negativi e previsioni fosche sulla crescita planetaria, bilanci bancari affondati dalle svalutazioni su crediti e titoli, vendite generalizzate. In questo clima, l'elemento scatenante, è la diffusione del dato americano sulle vendite al dettaglio, inferiori alle attese degli analisti. Il risultato, a Piazza Affari, è un calo progressivo degli indici dopo un avvio in denaro, fino alla chiusura in rosso del 3,16% per il Mibtel e del 3,56% per l'S&p/Mib. Strumento che, come prevedibile, da fine marzo sarà sostituito da un identico indice denominato Ftse/Mib, e distribuito dallo stesso gruppo da cui la Borsa milanese è stata incorporata lo scorso anno. Gli scambi sono inferiori a un controvalore di 2 miliardi di euro, nella media del periodo. Va peggio, comunque, nel resto d'Europa, con Londra giù di oltre il 5% e quasi tutte le altre fra il 4 e il 5. Solo Bruxelles e Zurigo riescono a contenere le perdite sotto il 4%. Chiusura negativa per Wall Street. L'indice Dow Jones registra un calo del 2,94% a 8,200,14 punti. Netta flessione anche per l'indice Nadaq in calo del 3,67% a quota 1.489,64 punti. La notizia sulla drastica cura messa in cantiere da Citigroup è stata seguita dal dato sulle scorte delle aziende, in calo dello 0,7% a novembre mentre gli analisti avevano previsto un -0,5. Oltre a pesare sulle Borse, questo dato, insieme a quello sull'aumento delle scorte di greggio e di benzina, ha provocato un ulteriore calo del prezzo del petrolio, sceso a 36,51 dollari al barile. Sono i tanti titoli finanziari del listino milanese a deprimerlo, ma non più di quanto avviene nel resto d'Europa, dove l'indice Dj Eurostoxx dei 600 principali valori cede il 4%. I dati choc di Deutsche Bank (meno 9%), che ha fornito un preliminare d'esercizio in perdita netta di 3,9 miliardi di euro dopo ingenti svalutazioni, si sommano alle reazioni al nuovo accordo di questa con Postbank (meno 18%). La rivale Barclays ha tagliato 2mila posti di lavoro, le banche americane marciano in pesante ribasso, guidate da Citigroup che scende a due cifre percentuali, alle prese con alcune dismissioni e con la scissione di attività problematiche che potrebbero valere ben 600 miliardi di dollari e Hsbc che per Morgan Stanley avrà presto bisogno di ricapitalizzare per 30 miliardi di dollari. A Milano, i bancari sono i peggiori della lista: Unicredit perde circa il 7%, idem Banco Popolare, Ubi Banca si ferma a meno 5%, Mps scende del 3,7%. Perde quasi l'8% Italcementi, che soffre per il crollo della rivale tedesca Heidelberg. Anche Buzzi Unicem va giù di quasi il 6%. Male gli industriali in blocco, da Pirelli a Fiat, e sono allineati agli indici anche gli energetici, con Eni in calo del 3,3%, Saipem del 4%, Enel del 2,5%. Pochissimi i titoli controtendenza, concentrati tra i difensivi: Edison, Snam Rete Gas, Terna, che resistono in positivo. Disastrose le chiusure in Europa, (14 gennaio 2009)

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