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Forum Domande & Risposte

Iniziata: oltre un anno fa   Ultimo aggiornamento: oltre un anno fa   Visite: 2010
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E' venuto un cliente francese al quale ho chiesto dei giovani in Francia (non dico in che lingua, senno' patos rompe i cabbasisi).

Esiste il revenu minimum d'insertion (un cinquecento eurozzi al mese), esistono riduzioni per i trasporti pubblici, il cinema, lo stadio. Esistono incentivi fiscali per le imprese per le assunzioni, compreso il part-time che viene integrato dallo stato se fornisce un reddito sotto la soglia garantita.

La disoccupazione giovanile e' al 25% (e non al 40, come da noi) e la percentuale di occupati grazie agli incentivi ad assumere copre abbondantemente il costo del programma.

La linea del nostro governo si puo' sintetizzare con la frase della Fornero: " Ve lo immaginate il reddito minimo garantito in Italia?" .

Se le cose non si possono fare perche' c'e chi approfitta, perche' non dare l'esempio e mettere mano a fermare gli approfittamenti? Di Saccomanni, abbiamo gia' parlato - e, ovviamente, Napolitano gia' ventila un incarico tecnico al citato elusore - ma oggi parliamo di Enrico Cucchiani ed i 3,6 milioni di liquidazione ricevuti in cambio di 21 mesi di vertice ad Intesa San Paolo (e sei mesi in "limbo" per poter maturare la pensione), con il titolo in picchiata storica, che non ha cambiato alcunche con l'avvento di Cucchiani....

Ora, se il ragionamento e': "Di inxcentivi per avviare i giovani al lavoro non si parla perche c'e chi ne approfitta e si arrangia con il minimo e gli espedienti" che dire di Cucchiani? Che dire delle pensioni da novantamila al mese. (Amato sta sui quaratamila, Saccomani, sta sui un cinquantamila)......... Non sono approfittamenti da voltastomaco?

Con 3,6 milioni (maturati in 21 mesi!!!!), sai quanti giovani avviavi al lavoro.....

Se la categoria dei privilegiati (Fornero, Saccomani, Monti, Napoltiano, Letta, & co.), non la estromettiamo completamente, non ne usciremo +.

Sto parlando di questione etica e di valori etici, quotidianamente calpestati dalle + alte cariche dello Stato. Se l'esempio viene da loro (Scajola davanti al giudice: "Mai detto: a mia insaputa" ), non vedo come se ne possa uscire....-------------------------------------------------------Olim, Hortacius, dedisti filii nam ignotam.

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A parere mio, unisci due cose che non c'entrano. il salario minimo di ingresso esiste anche in Italia, ed è superiore a quei 500 euro, che equivalgono al fee di una partita iva "minima". il problema non è lo stipendio minimo, è la precarietà, ovvero una persona con spirito di iniziativa riesce a passare da un contratto semestrale all'altro con un certo agio, o mantenere quei 500 euro mantenendo stabilità di rapporto. lo vedo ogni giorno sulla pelle di mio figlio. ma il problema non è neppure la precarietà, è il fatto che con quei soldi hai comunque bisogno di una famiglia (o di una ereditiera) alle spalle, anche in Francia.

Sul discorso della Fornero, sono persino d'accordo (con la Fornero, nota bene!) ma con una precisazione: in Italia sono gli imprenditori che marciano sul precariato, riducendo autonomamente i propri costi e ricorrendo a tutte le forme di precariato possibile. certamente le assunzioni a tempo pieno sono costose e non a caso siamo tutti d'accordo sulla necessità di ridurre il cuneo fiscale, ma se non ci sono giovani assunti a tempo inderminato (che non vuol dire "per sempre", ma "per un periodo il più lungo possibile" ) come potrà mai ripartire l'economia?

E se sul fatto che Cucchiani sia un privilegiato, sono totalmente d'accordo, come tempo fa ero d'accordo su Profumo, io mi ostino su un punto: se è vero che siamo uno stato liberale,. perchè "noi imprenditori" (di altri o di noi stessi) ci dobbiamo sempre ostinare a chiedere l'intervento dello stato per eliminare i privilegi?

Forse non siamo noi stessi i veri colpevoli?

Ovviamente le mie sono domande e non certezze, peccato che io e Pimander, alle stesse domande, diamo risposte diverse... ma non certo perchè io sono "comunista", forse perchè io lavoro in Banca, ho un figlio precario, e conosco bene la Francia in quanto ci passo almeno un mese all'anno per lavoro.

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Come al solito, Gustavo non comprende il concetto (= quanto riportato in grassetto). Te lo spiego con un esempio bancario, magari cosi capisci meglio:

La tua banca decide di attrarre clienti mettendo a disposizione una saletta d'attesa con piccole amenita', tipo caffe gratis, telefono di cortesia, TV, cioccolatini....

Poi scopre che qualcuno -diverso dai destinatori d'elezione - approfitta delle amenita', vanificandone scopo ed obiettivo (aumentare i clienti).

Invece di mettere una forma di controllo e di dissuasione, magari un impiegato che si affaccia o una telecamerina, la banca toglie la sala d'attesa. Adesso i clienti devono stare in piedi, gli impiegati si innervosiscono cercando di mandare via al + presto chi siede loro davanti perche c'e' gente che aspetta in piedi, ecc....risultato.....i clienti si scocciano e se ne vanno ...... gli affari peggiorano...

L'obiettivo e' quello del fare, non di trovare la scusa per NON fare (come fece la Fornero).

All'estero ci riescono. Solo qui da noi, le cose non si possono fare perche c'e' chi approfitta mentre chi approfitta veramente sono proprio coloro che parlano degli altri.....non si puo' essere d'accordo con un siffatto modo di agire.

Chiedi:

Forse non siamo noi stessi i veri colpevoli?

Se ti riferisci al fatto che l'Italiano e' mediamente meno disposto a rispettare le regole questo vale anche per chi dovrebbe dare l'esempio del rispetto delle regole. Secondo te che esempi abbiamo dall'alto?

Si tratta di punire chi si rende colpevole e premiare per chi si comporta bene. La mentalita' che si puniscono tutti a prescindere che siano buoni o colpevoli e' sbagliata. Tal mentalita' finisce per premiare chi si approfitta perche' costui resta impunito, o meglio, viene punito chi non ha approfittato.

Non puo' affermarsi un siffatto modo di pensare. Nella falsa bonarieta' della Fornero ci puoi cadere te e tutti quelli che non riescono a capire la portata e le conseguenze di certe affermazioni.

-------------------------------------------------------Olim, Hortacius, dedisti filii nam ignotam.

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Come al solito, Pimander non vuole capire il mio messaggio. Capisco benissimo quello che dice, ma ci sono aspetti che non posso accettare.

E fa finta di non leggere che ho scritto che un reddito minimo il mercato lo garantisce già, ma non è sufficiente a superare la precarietà, e che

certamente le assunzioni a tempo pieno sono costose e non a caso siamo tutti d'accordo sulla necessità di ridurre il cuneo fiscale

(forse Pimander ha problemi di vista, chissà se ora che l'ho scritto in grassetto ce la farà aa leggerlo!).

La banca dove lavoro io, è proprio quella che nelle filiali ha messo la macchinetta del caffè per i clienti e anche l'angolo per il gioco dei bambini. E non di più, perchè la banca non è una compagnia aerea, che offre le launge di cortesia agli affezionati clienti che acquistano 100 biglietti a prezzo pieno all'anno....

Si tratta di offrire i servizi giusti, in modo che il cliente, di fronte al dito, non ti prenda tutto il braccio.

Oltre a tutto la Fornero aveva vita facile a fare la finta tonta, in quanto è stata al governo un anno, è già tornata nell'anonimato e spero che ci resti per sempre (tanto per dire come credo alla sua bonarietà: "sta scema" mi ha detto che a quai sessant'anni sono giovane e che devo lavorare cinque anni di più....oppure di rinunciare allo stipendio per sette anni, in attesa di una pensione ridotta, e di mettermi in proprio!

Purtroppo le leggi sul lavoro risalgono a governi precedenti, a studi di illustri iuslavoristi purtroppo uccisi dalle brigate rosse o che hanno purtroppo pensato bene di passare dal Pd al movimento di Monti, movimento che dovrebbe essere più attento agli interessi dei "padroni" che a quelli dei loro dipendenti (e sarà casuale? non credo proprio!)

E insisto sulla domanda che hai volontariamente ignorato:

perchè "noi imprenditori" (di altri o di noi stessi) ci dobbiamo sempre ostinare a chiedere l'intervento dello stato per eliminare i privilegi?forse che viviamo in uno stato totalitarista, che interviene anche sulle retribuzioni, e senza le usuali (per noi) consultazioni con le parti sociali?

No, pimander, non sono d'accordo sul fatto che abbiamo da imparare dai francesi, molto bravi a fare le leggi quanto poi rigidi ad interpretarle; prova a far lavorare un qualsiasi impiegato francese più delle 35 ore regolamentari... a proposito, sarà per caso che solo da loro ci sono le 35 ore, e nel resto del mondo no?

Conoscendola bene, ti dico che la Francia non è un buon esempio per noi.

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