Solo tre anni a un romeno ubriacosenza patente che uccise un uomo21 luglio 2009 HOME > ITALIA STAMPA INVIA COMMENTA Alla guida di un’auto rubata, contromano provocò a Roma un incidente nel quale perse la vita un uomo di 36 anni e rimase ferita la fidanzata. Alemanno sconcertatoÈ stato condannato a tre anni di reclusione per omicidio colposo un romeno che a Roma ubriaco, senza patente, alla guida di un’auto rubata e contromano finì contro un’altra vettura uccidendo un uomo di 36 anni, Marco Picano e ferì gravemente la sua fidanzata, di 44 anni, nel febbraio scorso. «Resto interdetto dalla sentenza di condanna a soli tre anni - ha detto il fratello della vittima, Giuseppe - Con quali criteri i giudici giudicano reati simili?». Dopo l’incidente, avvenuto in via Prenestina, Serban Dan Daniel, di 35 anni, che non aveva prestato soccorso, si fermò in un bar a bere una birra. I carabinieri che lo arrestarono, lo salvarono dal linciaggio di alcuni cittadini che lo avevano riconosciuto come l’investitore killer. La pena è scaturita dopo la richiesta di patteggiamento concordata con la Procura di Roma dal difensore del romeno, l’avvocato Luca Zennaro. Il Gip ha disposto che l’uomo rimanga in carcere.La sentenza ha lasciato «interdetto» il fratello della vittima. «Possibile che in quei tre anni di reclusione - ha detto Giuseppe Picano - siano stati considerati anche il furto dell’auto con la quale il romeno causò l’incidente? Di fronte a questa sentenza non posso non chiedermi con quali criteri i giudici giudichino reati simili.Al sindaco Alemanno, poi, che subito dopo la morte di Marco venne a trovarci a casa per portarci la sua solidarietà, chiedo di farsi portavoce di questa richiesta, perché venga fatta la necessaria chiarezza».Il vice-presidente della commissione politiche sociale del comune di Roma Ugo Cassone (Pdl) ha commentato: «Continuano le sentenze discutibili da parte della magistratura. Dopo la sentenza Sandri, che ci ha lasciati decisamente interdetti, Roma subisce l’ennesima umiliazione nelle aule dei tribunali». Proprio ieri il sostituto pg Salvatore Cantaro aveva sostenuto: «Se non si ravvisa in queste stragi previste e accettate l’esistenza dell’omicidio volontario con dolo eventuale, tanto vale allora cancellare il dolo eventuale dal nostro ordinamento», dopo aver depositato il ricorso in Cassazione contro il dimezzamento della condanna (ora cinque anni) inflitta in secondo grado a Stefano Lucidi, il pirata della strada che il 22 maggio scorso investì e uccise una coppia di fidanzati a Roma.Duro anche il commento del sindaco di Roma, Gianni Alemanno. «Sono sconcertato per questa sentenza che non colpisce con efficacia chi si mette alla guida in stato di ebbrezza». «Sono segnali negativi che invitano alla leggerezza verso il codice della strada e non tengono conto del fatto che una cosa è un incidente commesso da una persona sobria e una cosa è quando chi si mette alla guida lo fa avendo consumato alcolici o assunto stupefacenti. Tre anni sono troppo pochi e mi auguro che ci sia un ricorso in appello».
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22/07/2011, ore 16:53
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23/07/2011, ore 20:29
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24/07/2011, ore 09:11
si ma c'è un diritto alla riservatezza...quindi non vedo il motivo - soprattutto nel discorso - di dire la mia preferenza alle votazioni |
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25/07/2011, ore 15:03
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