Premesso che - a differenza di quanto i nostri insulsi media tendono a farci credere - non vi è nulla di razzistico nelle recenti proteste degli operai inglesi contro la commessa affidata dalla Total ad una ditta italiana, che usa quindi maestranze italiane ad alta specializzazione; va detto che, sia pure nella sua veste di rivendicazione meramente economica e sindacale, l’iniziativa assume connotazioni d’inusitata gravità.E’ una decisa involuzione di pensiero, prima ancora che un atto illegittimo.La libertà di movimento delle persone, degli affari e del commercio all’interno della UE, rappresenta non solo una conquista economica ma anche, e direi soprattutto, un’emancipazione sociale che non trova pari riscontro in tutta la storia dei secoli passati.Se è vero che tutti gli uomini sono uguali; se è vero che ogni essere umano ha pari diritti e che, quindi, dovrebbe avere pari possibilità; be’, allora l’Unione Europea, ovvero l’unificarsi di tante nazioni (che fino a pochi decenni prima si facevano ferocemente guerra) in regole e principi comuni e condivisi, è la miglior concretizzazione di questo concetto.Quando al posto dell’Unione Europea ci sarà l’Unione Mondiale, con regole comuni e condivise in tutti gli Stati del pianeta, allora l’Umanità avrà davvero coronato il suo sogno di “concreta” uguaglianza tra i popoli.Ecco, questo sciopero attacca alle fondamenta tutto questo percorso.E il fatto che nasca in Gran Bretagna rende ancora più preoccupante la situazione.Ché è proprio da lì, dall’Inghilterra, che sono nate tutte le innovazioni dell’attuale economia moderna.L’economia di mercato si sviluppò sul pensiero di Adam Smith e di Ricardo; la prima rivoluzione atta a sovvertire lo status quo e abbattere i privilegi di alcune categorie a danno di altre avvenne in Inghilterra: anticipando largamente la Rivoluzione Francese e l’Illuminismo di cui siamo ancora intrisi; e anche nel pensiero di Marx vi è molta società inglese, come le illustrazioni delle economie industriali e di mercato riportate nel suo famosissimo “Il Capitale” stanno a dimostrare.Molte fondamenta della nostra società attuale sono state gettate lì, insomma; non vorrei che oggi, dopo aver tanto edificato, proprio da lì s’iniziasse l’opera di demolizione...…spero che i nostri politici ( a livello europeo, intendo) se ne rendano conto: e si regolino di conseguenza!Un saluto
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02/02/2011, ore 21:07
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