Nei prossimi mesi scadranno i mandati per la guida delle maggiori aziende pubbliche italiane. Mentre sui media fanno finta di litigare e accapigliarsi, le forze politiche stanno probabilmente stringendo accordi per mettere - come al solito - le mani sulla vera sostanza, ossia sul potere che deriva dal comandare e dirigere aziende pubbliche con fatturati milardari e dove piazzano generalmente amici, parenti, amanti e faccendieri vari. Ovvero il trionfo della peggior peggiocrazia italica.
Qualche giorno fa, sul Sole24Ore, è apparso un articolo di Luigi Zingales - unico italiano, con M. Draghi, a essere inserito nella lista dei 100 più influenti pensatori del mondo - che suggeriva al Governo una modalità di scelta manageriale basata sulla trasparenza e sulla meritocrazia. Questo è l'incipit del suo articolo:
"Tradizionalmente queste nomine sono viste come un'opportunità per distribuire prebende ed ingraziarsi persone, non come una decisione di politica economica. E fintantoché rimangono un puro esercizio di potere, non potranno avere alcun effetto benefico sull'economia. Eppure un cambiamento radicale non solo nelle persone, ma nel metodo, un'affermazione del principio della meritocrazia - sconosciuto in Italia - potrebbe avere un enorme effetto positivo non solo sul morale degli italiani, ma anche sulla nostra economia."
E questo è il link dell'articolo completo:http:/