In testa alla hit parade dei 50 più potenti di Newsweek, a furor di popolo e di critica "Persona dell'Anno" di Time: dopo aver conquistato la Casa Bianca il 4 novembre, Barack Obama chiude il 2008 sbaragliando tutti nel confronto sull'immagine. Il presidente eletto, che il 20 gennaio darà lo sfratto a George W. Bush dalla Casa Bianca con un indice di gradimento da Guinness (l'82%), è inevitabilmente il personaggio dell'anno: dominatore delle cronache mondiali da quando il 10 febbraio 2007 lanciò l'improbabile candidatura alla presidenza da Springfield, Illinois, la città di Abrahm Lincoln, e poi dal 3 gennaio in Iowa, quando, primaria dopo primaria, cominciò a costruire la vittoria che gli ha assicurato ancor prima di entrare in carica un posto nella storia.
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29/12/2010, ore 18:11
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01/03/2011, ore 12:37
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01/03/2011, ore 15:31
Obama, pronto a battere le lobby«Sono pronto alla lotta». Il presidente Barack Obama ha difeso in modo aggressivo, nel suo discorso del sabato alla nazione, le scelte del suo bilancio a beneficio di sanità, educazione ed energia affermando di essere pronto alla battaglia contro i «potenti interessi» colpiti dalle sue decisioni. «Capisco perfettamente che queste iniziative non piaceranno agli interessi particolari ed ai lobbysti che sono impegnati nel vecchio stile di fare denaro - ha detto Obama - So che sono pronti al combattimento. Per loro ho un semplice messaggio: anch'io sono pronto alla battaglia».Obama ha sottolineato di avere promesso durante la campagna elettorale di far pagare più tasse ai ricchi, di investire nella energia pulita e nella educazione, di rendere accessibili a tutti la copertura sanitaria. «Questo è il mutamento che ho promesso come candidato. Questo è il cambiamento votato a novembre dagli americani. E questo è il cambiamento contenuto nel bilancio che ho mandato al Congresso», ha affermato Obama. Il presidente ha ammesso che far passare tale bilancio «non sarà facile» anche in un Congresso controllato dai democratici «perchè rappresenta un mutamento vero e drammatico» che minaccia lo '"status quo" a Washington.«Il sistema attuale può star bene ai potenti interessi che hanno dominato Washington, grazie alle loro connessioni, per anni e che adesso sono pronti a combattere - ha detto Obama - Ma non sta bene a me. Io lavoro per gli americani». Il presidente ha citato espressamente, tra i potenziali avversari delle sue iniziative, l'industria della assicurazioni sanitarie, le banche, le compagnie petrolifere e del gas. Ma ha detto di essere pronto alla lotta. 28 febbraio 2009 |
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