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Pubblicità Si è svolta la conferenza dei Sindaci Il sindaco di Velletri vota a favore degli aumenti delle tariffe idriche Previsti per il 2009 aumenti del 5,95% del costo dell'acqua per piccoli commercianti e artigiani nella provincia di RomaIl comitato per l'acqua pubblica di Velletri lancerà una campagna per una delibera d'iniziativa popolare per dichiarare l'acqua bene essenziale non economico (Velletri - Attualità) - «La conferenza dei sindaci (e questa volta la "s" minuscola è d'obbligo) ha votato a grande maggioranza gli aumenti dell'acqua voluti da Acea. Prima di tutto vogliamo ringraziare i sei comuni che – preliminarmente – avevano chiesto invano di rinviare la votazione – scrive in un comunicato stampa il Comitato Acqua Pubblica Velletri – per poter approfondire la questione con i cittadini e con i consiglieri comunali. Il presidente della provincia di Roma Zingaretti ha però imposto un ultimatum, tutto politico: se non si votano gli aumenti si paralizzano gli investimenti. Ovviamente nella legge Galli questo assioma non è scritto da nessuna parte; ovviamente, come avevamo già spiegato ampiamente, questi aumenti sono discrezionali, visto che non sono stati applicati tutti i parametri previsti. Per la cronaca, il parametro "qualità" è stato allegramente scartato, perché Acea ha registri dei reclami incompleti».«Nel fronte dei sindaci – la "s" è sempre minuscola, perché questi rappresentanti sono minuscoli politicamente – si è distinta la figura di Fausto Servadio e dell'assessore Sandro Moretti, ambedue di Velletri. Fino a poche ore prima della conferenza avevano garantito al comitato dell'acqua pubblica, e quindi ai cittadini – continua la nota – che mai e poi mai avrebbero votato a favore della delibera che prevede gli aumenti della tariffa idrica. Ma il gallo ha cantato tre volte. Non sappiamo quali "assicurazioni" abbiano ricevuto dai tanti tecnici Acea seduti a fianco al duo veliterno. Non sappiamo se sia stato il richiamo all'ordine di Zingaretti a sortire l'effetto di un ripensamento dell'ultima ora. Poco ce ne importa, in realtà. Quello che constatiamo è che il coraggio e l'orgoglio di vero Primo cittadino non sono venuti dalla nostra città. La rappresentanza di Velletri aveva poi un mandato preciso del Consiglio comunale che prevedeva, tra l'altro, di chiedere l'istituzione della tariffa sociale. Nulla è stato detto in questo senso. Troviamo poi specioso sostenere che questi aumenti non colpiranno le famiglie. Se è vero che la tariffa base residenziale non è stata toccata, la tariffa per piccoli commercianti, artigiani e piccole imprese familiari – che compongono il tessuto economico di Velletri – avranno un aumento del 5,95% per il 2009. Così è stato deliberato, con il voto favorevole del comune di Velletri».«Il "tavolo di concertazione" che il comitato aveva chiesto al Comune viene così meno. Siamo sicuri che il sindaco Servadio e l'assessore Moretti abbiano avuto poco tempo per leggere le centinaia di pagine che compongono le delibere che hanno votato. Sarà probabilmente sfuggito loro che l'intero impianto economico dell'Ato 2 – che hanno voluto approvare, ripetendo, così, le scelte della giunta Cesaroni – si basa su calcoli che non tengono nel dovuto conto tutte le accertate violazioni degli impegni contrattuali da parte di Acea Ato 2. Non si saranno accorti, immaginiamo – continua il Comitato – che la tariffa sociale viene rinviata sine die, ignorando le difficoltà economiche che portano tantissimi cittadini ad avere problemi anche per pagare l'acqua. Chissà, forse i conti presentati dalla Segreteria tecnica operativa erano in apparenza belli, con un tocco così professionale, così romano, da sembrare quasi socialmente corretti… Noi speriamo che questa giunta comunale riveda la strada intrapresa, per schierarsi con i sindaci che hanno avuto il coraggio, l'onestà e la forza di opporsi allo strapotere politico ed economico di Acea/Comune di Roma/Provincia di Roma».«Abbiamo però deciso di riprendere l'iniziativa diretta, elaborando una delibera d'iniziativa popolare che chieda l'immediata revisione dei rapporti di forza nell'Ato 2, ridando la sovranità scippata ai consigli comunali, chiedendo che l'acqua sia dichiarata bene essenziale di natura non economica, per evitare che anche un solo cittadino a fine mese debba togliere i soldi dalla spesa per pagare l'acqua. Chiederemo – conclude la nota – che sia recepito il principio sancito dall'Onu di almeno 50 litri al giorno a testa di acqua gratuita, tassando per contro gli sprechi e gli usi impropri. Chiediamo fin da ora al sindaco Servadio, che è il primo responsabile della salute della sua città, di fornire immediatamente tutti i dati sulla qualità dell'acqua alla popolazione, pubblicandoli sul sito internet del comune e nell'albo pretorio. Almeno questo, caro sindaco, alla città lo deve. Almeno una corretta informazione sulla qualità dell'acqua che Acea ci vende con gli aumenti che voi avete approvato, caro sindaco, è un suo dovere».

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