L'ira del Colle: "Pretestuoso e offensivo"Di pietro attacca Napolitano«Il silenzio uccide, il silenzio è un comportamento mafioso». Antonio Di Pietro torna ad attaccare il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e l'atteggiamento che, secondo il leader di Italia dei valori, il capo dello Stato sta assumendo mentre si discute di riforma della giustizia. Immediata la replica del Colle. La presidenza della Repubblica si dice «totalmente estranea» alla vicenda dello striscione (con la scritta «Napolitano dorme, l'Italia insorge», sequestrato in Piazza Farnese) nella manifestazione svoltasi oggi a Roma «a cui fa riferimento l'onorevole Di Pietro. Del tutto pretestuose - si spiega dal Quirinale - sono comunque da considerare le offensive espressioni usate dallo stesso onorevole Di Pietro per contestare presunti 'silenzì del capo dello Stato, le cui prese di posizione avvengono nella scrupolosa osservanza delle prerogative che la Costituzione gli attribuisce». Al leader di Italia dei valori risponde quasi in tempo reale anche il presidente della Camera, Gianfranco Fini, dall'aula di Montecitorio: «È lecito il diritto sacrosanto alla critica politica, ma mai tale diritto deve travalicare il rispetto che si deve al rappresentante di tutta la nazione, al di là fatto che sia stato o no unanime il voto del Parlamento che lo ha eletto». Le parole dell'ex pm scatenano una serie di polemiche. «È gravissimo che, ancora una volta, Antonio Di Pietro provi a intimidire o a trascinare il capo dello Stato in polemiche politiche, o, peggio, in circostanze in cui il Quirinale funge da bersaglio per attacchi sgangherati e grevi» dice il portavoce di Forza Italia, Daniele Capezzone.E lo scontro approda anche in aula, alla Camera. Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl, esprime la solidarietà al capo dello Stato, mentre il dipietrista Fabio Evangelisti difende il suo leader, esprimendo una solidarietà «non pelosa» al capo dello Stato. Marina Sereni, Pd, si associa alla solidarietà al presidente della Repubblica. Il presidente dell'Assemblea di Montecitorio, Fini, chiude poi la discussione. «Ho citato il presidente solo per lo striscione fatto ritirare dalla polizia, nulla di più» spiega quindi Di Pietro, facendo riferimento al sequestro dello striscione. Dal palco della manifestazione organizzata in Piazza Farnese, a Roma, per protestare contro la riforma della giustizia, Di Pietro è un fiume in piena: «Vogliono farci ancora una volta lo scherzetto di piazza Navona - dice l'ex pm -. Ma in una civile piazza c'è il diritto a manifestare. Presidente Napolitano, possiamo permetterci di accogliere in questa piazza chi non è d'accordo con alcuni suoi silenzi?». Di Pietro prosegue: «Quando i magistrati fanno le indagini devono essere lasciati in pace e non bloccati. Questa idea che bisogna bloccare il magistrato, che bisogna difendersi dal processo e non nel processo è un'idea medievale, da Don Rodrigo». Tornando sulla relazione che ieri il Guardasigilli, Angelino Alfano, ha tenuto nell'aula di Montecitorio, il leader di Italia dei valori aggiunge: «Ha fatto in Parlamento la relazione su quello che ha fatto e si è dimenticato di dire che ha fatto il Lodo Alfano, se ne vergogna anche lui».Vai alla homepage28/01/2009
Iniziata: oltre un anno fa Ultimo aggiornamento: oltre un anno fa Visite: 2882
| Documenti | Cerca
|
|
Rev.0 Segnala
28/01/2011, ore 14:23
|
||||
|
|
||||