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Bond…. Tremonti BondAutore: stejano Dopo il decreto anti-crisi che non mi pare abbia proprio sollevato l’Italia dal momento negativo, ora arriva la Tremonti Bond.Questo decreto prevede alcuni punti a favore dei mutuatari disoccupati o in cassa integrazione: potranno fermare le rate del mutuo per un anno.Ma il vero obiettivo di questo decreto è un altro. Offrire delle obbligazioni alle banche in maniera da favorire il credito e liberarsi dalla stretta.La banca infatti potrà avere del denaro contante dallo stato in cambio di una obbligazione con un tasso dal 7,5% all’8,5% ed a favorire il credito verso le imprese.Altri 5 punti principali il contributo finanziario per rafforzare la dotazione del fondo di garanzia per le Pmi; l’aumento delle risorse da mettere a disposizione per il credito alle piccole e medie imprese; per i lavoratori in cassa integrazione o percettori di sussidio di disoccupazione, la sospensione del pagamento della rata di mutuo per almeno 12 mesi; la promozione di accordi per anticipare le risorse necessarie alle imprese per il pagamento della cassa integrazione; l’adozione di un codice etico. Secondo le norme comunitarie un provvedimento del genere non consiste in una nazionalizzazione delle banche, tuttavia a mio parere è sicuramente un sussidio che va a distorcere il mercato (sia in maniera positiva che negativa).Nel momento in un cui si agevola una banca, nei confronti di un’altra estera, quest’ultima si ritrova spiazzata. Tuttavia visto l’intervento statale da parte di parecchi stati, se questo provvedimento servirà a risollevarci dalla crisi, ben venga purché fatto nei limiti delle norme europee.Fonte ilsole24ore

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«Tremonti bond così si salvano solo i banchieri»di Bianca Di Giovanni Senza un’operazione verità su bilanci e titoli tossici, non c’è Tremonti bond che tenga. Francesco Boccia, deputato Pd, non si fa illusioni. «Le banche stanno coprendo se stesse, i loro errori, altro che aiutare l’economia», sentenzia. «E il governo gli dà una mano, anziché chiedere trasparenza. È inaudito». Così come è inaudito far credere che si aiutano i lavoratori, senza una misura universale che valga anche per i dipendenti delle piccole imprese. «Dove sono i sindacati su questo?».Dicono che con i bond le banche faranno credito alle imprese.«È una bufala. Ci sono parecchi elementi che lo dimostrano. Primo: cosa accade se una banca, dopo aver utilizzato i bond, non aumenta le erogazioni? Dove sono le sanzioni per chi non rispetta gli accordi? I manager andranno a casa? No».Magari le sanzioni le introdurranno...«Non è finita: vediamo i numeri. Lo Stato presta soldi alle banche a un tasso tra il 7 e l’8,5% (in un momento in cui il denaro costa circa il 3%). A questo punto possiamo immaginare a quale tasso le banche presteranno soldi alle piccole imprese, magari al 10%? E che facciamo, usura di Stato? E ancora: siamo davvero sicuri che queste risorse andranno alle aziende che vorranno investire? O magari non andranno ai soliti grandi gruppi molto indebitati, che non sanno come chiudere i bilanci? Qui non si stanno aiutando né i risparmiatori, né le piccole imprese».C’è anche un codice etico...«Codice etico? Io sto a quello che ci ha risposto il governo in Parlamento. Abbiamo chiesto finanziamenti alle piccole imprese (che oggi stanno fallendo nel silenzio di tutti), e la risposta è stata no. Abbiamo chiesto che i risparmiatori non qualificati, a cui sono stati rifilati titoli spazzatura, potessero essere rimborsati, e la risposta è stata ancora no. Di quale etica parliamo?».Che altro avrebbero dovuto fare ?«Credo che i contribuenti abbiano diritto di sapere dove vanno i loro soldi. Il governo avrebbe dovuto pretendere l’emersione dei titoli tossici nei bilanci. Un’operazione verità è necessaria nel momento in cui arrivano soldi pubblici. Faccio notare che tutte le banche italiane hanno macinato utili e distribuito dividendi nel 2007. Possibile che quei bilanci sono stati travolti in pochi mesi? Vuol dire che quegli utili erano fasulli, che i manager hanno fatto shopping sbagliati con i soldi dei clienti, che hanno accresciuto gli utili con titoli spazzatura. Spero di non vedere dividendi nel 2008».Ok la trasparenza. E poi?«Purtroppo Tremonti si è fermato sulla strada della bad bank. Avrebbe dovuto andare avanti e poi varare i bond, che a quel punto sarebbero andati in banche ripulite, davvero a beneficio dell’economia».Tremonti promette anche aiuti ai cassintegrati....« Ogni tanto qualcuno si ricorda di dare un obolo a questa o a quella categoria, con continue intermediazioni della politica. nella recessione di oggi, con un Pil a -2,5%, bisogna fare una norma semplice-semplice: chi perde il lavoro ha la certezza di un aiuto pubblico. Anche chi lavora nelle aziende con meno di 15 dipendeti. Serve una misura universale di protezione, non le deroghe. Su questo aspetto di sentire Cgil, Cisl, Uil e Ugl». 28 febbraio 2009

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BANCHE: I TREMONTI BOND PER SALVARE CRACK BANCARI (ITALEASE) E BANCHIERI AZIONISTI, (BANCHE POPOLARI) CHE NON HANNO VIGILATO.I Tremonti bond anche in Italia vengono utilizzati per salvare crack bancari (Banca Italease) ed i banchieri azionisti delle banche popolari, che al pari di Consob e Bankitalia, non hanno affatto vigilato sulla gestione allegra dei finanziamenti e l’uso disinvolto degli strumenti derivati: il ministro dell’Economia si astenga,d’ora in avanti, dal raccontare le frottole in merito alla solidità delle banche italiane.Il piano di salvataggio che prevede il delisting della società Italease e lo smembramento della stessa in più parti,come indicato nei giorni scorsi dal consigliere delegato del Banco Popolare, è stato reso possibile dalla concessione dei Tremonti-Bond, (1,45 miliardi di euro),che come ipotizzato dall’Adusbef, servivano a ripianare le perdite accumulate da una gestione allegra di strumenti a rischio come i derivati, addossati principalmente ai richiedenti.Per riparare i danni che l’allegra gestione bancaria aveva provocato,non erano bastate le cartolarizzazioni dei crediti derivanti da contratti di leasing per un importo di 1,375 miliardi di euro, che Banca Italease (insieme alle controllate Italease Network e Mercantile Leasing) aveva concluso a gennaio 2009, c’è voluto un restyling societario che configura uno "spezzatino" e la creazione di due nuove società: una "bad bank" , una scatola finanziaria in cui confluiranno i circa 4 miliardi di asset tossici, che dovrebbero accollarsi il Banco Popolare all'80% e la Popolare dell'Emilia Romagna all'11% (Popolare Sondrio al 6% e Bpm al 3 per cento), e una “good bank” con gli attivi. Le 4 banche popolari azioniste di Italease infatti,Verona (Banco Popolare), Modena (Bper), Milano (Bpm) e Sondrio (Popolare di Sondrio) hanno deliberato l’operazione di salvataggio, con la costituzione di una società in cui andrà la polpa dell'istituto,ossia il 36% alla Popolare Emilia Romagna, il 33 % al Banco Popolare di Verona; il 21% alla Popolare di Sondrio; il 10% alla Popolare di Milano, con Italease che resterà in capo al Banco Popolare. L’incremento degli incagli a 3,7 miliardi di euro rispetti ai 202 milioni del 2007 (ben 2,1 miliardi in più nei primi due mesi del 2009 per il 90% derivanti proprio dai contratti di leasing immobiliare) unite alle sofferenze passate da 336 a 626 milioni; le rettifiche di valore nette su crediti, attestate a 850 milioni di euro e gli alti interessi dell’8,50 per cento sui Tremonti bond, non fanno sperare, specie in una crisi economica,finanziaria,industriale e del mercato immobiliare in una ripresa.Adusbef ricorda che nell'ordinanza di arresto per reati gravissimi di Massimo Faenza, Roberto Fabbri,Massimo Sarandrea, Claudio Calza e Luca de Filippo, ex dirigenti Italease che hanno frodato circa 4.000 utenti per distrazione di denaro e vendita di derivati di natura assolutamente speculativa, che – come ricordano gli atti della Procura- generava ingentissimi flussi di cassa positivi per Banca Italease da parte di diverse banche d'affari, con incentivazione e collocazione tra i propri clienti di derivati rischiosissimi, spesso senza che i clienti stessi ne fossero consapevoli,o con clienti che acconsentivano a concludere il derivato credendo che li difendesse da eventuali perdite e che, al contempo garantisse loro il consenso della banca su operazioni di leasing ben poco trasparenti; la Procura di Milano indaga anche sull'operazione di fusione,fallita nel giugno del 2007, tra la Banca Popolare di Milano e la Banca Popolare dell'Emilia Romagna,con il reato ipotizzato di abuso di informazioni privilegiate. Nell'ordinanza, il giudice di Milano Tacconi faceva riferimento ad alcune telefonate intercettate a febbraio 2007 nell'ambito dell'indagine sulla fusione tra funzionari delle banche popolari,telefonate non utilizzabili nel procedimento su Italease,perchè raccolte in un' altra inchiesta.16/03/2009

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