dopo la soubrett tuttologa e onnipresente in tv adesso ci si mette pure Sgarbi a insidiare la poltrone del povero vuolter. certo in un anno .......
| Documenti | Cerca
|
|
Rev.0 Segnala
28/12/2010, ore 22:17
|
||||
|
|
||||
|
Rev.0 Segnala
31/12/2010, ore 10:00
|
||||
|
|
||||
|
Rev.0 Segnala
31/12/2010, ore 10:01
|
||||
|
|
||||
|
Rev.0 Segnala
08/01/2011, ore 21:28
PoliticaL'UNIONE SARDA.it > Politica ARCHIVIO Il Pdl'Dura lezione per Veltroni' Chi parla di "lezione forte per Veltroni" è il ministro degli Esteri Franco Frattini: "Francamente - ha aggiunto - avevo persino sottovalutato il crollo del Pd". Per Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera,"Veltroni e il Pd hanno commesso errori politici molto gravi". Gasparri, presidente dei senatori Pdl: "Dal basso di questo disastro si lanciano ancora insulti verso Berlusconi, si minaccia ostruzionismo in Parlamento, ci si contrappone alle basilari regole della democrazia". FRATTINI "Questa è una lezione forte per Veltroni, l'alleanza con Di Pietro gli sta erodendo dall'interno i consensi: quindi credo che l'onorevole Veltroni dovrebbe riflettere su questo risultato". Questo è il commento del ministro degli Esteri, Franco Frattini, al risultato delle regionali in Abruzzo che hanno visto la vittoria del Pdl e il crollo del Partito democratico. Da Taormina, dove si trova per partecipare a una riunione informale dei dieci Paesi mediterranei dell'Unione Europea, il titolare della Farnesina ha espresso la sua "più grande soddisfazione" per questo risultato. Inoltre Frattini ha spiegato che, "avendo partecipato ad alcuni appuntamenti della campagna elettorale abruzzese, non avevo dubbi che Gianni Chiodi avrebbe vinto. Francamente - ha aggiunto - avevo persino sottovalutato il crollo del Pd; inoltre non avrei immaginato un crollo così forte, così come non avrei immaginato una vittoria così forte di Di Pietro".GASPARRI. "Il disastro politico e morale della sinistra italiana, del Pd di Veltroni in particolare, assume dimensioni enormi e a tratti inquietanti. La sconfitta in Abruzzo è stata totale. Nei numeri, nel giudizio morale, perfino con l'arresto del segretario regionale di Veltroni appena chiuse le urne": è il giudizio impietoso del presidente dei senatori del PdL, Maurizio Gasparri, che ironizza su Veltroni perché "dal basso di questo disastro si lanciano ancora insulti verso Berlusconi, si minaccia ostruzionismo in Parlamento, ci si contrappone alle basilari regole della democrazia". "Più umiltà, più attenzione ai numeri del proprio tracollo, più rispetto - è il consiglio di Gasparri - per i nostri consensi maggioritari: questo vorremmo consigliare al Pd, quasi dimezzato nelle urne e consegnato legato mani e piedi al dominio di Di Pietro. I centristi poi sprofondano dal 13 al 5%. Sconfitti tra gli sconfitti"CICCHITTO. "Il risultato delle elezioni regionali in Abruzzo da un lato rappresenta un successo per il governo e per il Pdl, dall'altro lato rappresenta una conferma del fatto che Veltroni e il PD hanno commesso errori politici molto gravi". Il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto commenta così il voto di ieri in Abruzzo. "Veltroni, infatti - aggiunge - ha completamente abbandonato la linea politica definita al momento della sua nomina a segretario, che era quella di puntare su uno sbocco bipartitico alle vicende del sistema politico italiano e di fare un'opposizione basata su un'alternativa di programmi senza demonizzazioni e attacchi personali. Invece Veltroni ha stretto un'alleanza organica con Di Pietro e ha cavalcato l'antiberlusconismo e il giustizialismo. In questo modo, però, Veltroni ha scosso l'albero e Di Pietro ne ha raccolto i frutti in uno scontro del tutto interno all'elettorato tradizionale della sinistra". "Perdipiù il Pd, che è comunque oggetto di un'offensiva della magistratura - prosegue Cicchitto - si espone del tutto inerme e subalterno ad essa. Veltroni pensava di usare Di Pietro come una clava contro Berlusconi, invece ha esposto il suo partito all'offensiva del leader dell'Idv con effetti devastanti. Raramente si è vista una scelta politica così autolesionista". "In presenza di una situazione economica e sociale assai seria e grave, è augurabile che la sconfitta del Pd in Abruzzo, spinga questo partito ad una profonda revisione della sua strategia politica. Infatti - conclude l'esponente del Pdl - non funziona da nessun punto di vista l'attuale linea del PD che per un verso gareggia con Di Pietro negli attacchi a Berlusconi e per un altro propone quasi una sorta di cogestione consociativa per cui il governo dovrebbe rinunciare a portare avanti il suo programma".PIONATI. "Nonostante l'alleanza con Mastella e il soccorso esplicito di parte del Pd, l'Udc in Abruzzo perde voti (pochi rispetto alle politiche di qualche mese fa, moltissimi rispetto alle precedenti regionali) e conferma di essere ininfluente ai fini della vittoria". Lo sottolinea Francesco Pionati, segretario dell'Alleanza di centro per la libertà. "Visti i risultati, a Casini - che parla ogni giorno di un Udc in crescita - suggeriamo di cambiare sondaggista: l'ambiguità non paga e l'Udc cala rispetto a tutte le elezioni precedenti". "La crisi della politica evocata da Casini ci sarà pure, ma gli elettori - di certo - non hanno identificato nell'Udc la soluzione". "Il progetto di Alleanza di Centro assume per questo grande attualità ed importanza. Il Pdl - aggiunge - va sostenuto e rafforzato lealmente per rendere inutile, sul piano amministrativo come già avviene su quello politico, il ruolo ambiguo dell'Udc". "Dopo l'Abruzzo è sempre più evidente che la maggioranza è in piena salute mentre le opposizioni sono in crisi profonda, e lottano una contro l'altra alla ricerca di qualche trasfusione di voti. Per ora - conclude - la 'banca del sanguè è il Pd di Veltroni". |
||||
|
|
||||