Accedi


Registrati
Chiudi

Forum Domande & Risposte

Iniziata: oltre un anno fa   Ultimo aggiornamento: oltre un anno fa   Visite: 7791
Documenti Cerca
Rev.0 Segnala

Buonasera a tuttiMio padre è deceduto da circa un anno, ed ha lasciato in eredità alcuni titoli obbligazionari presso Poste Italiane. Ad oggi mia madre, le mie sorelle ed io non siamo ancora stati liquidati, nonostante la pratica sia stata avviata da diversi mesi. Esiste un termine entro il quale le Poste devono liquidarci? Il secondo problema è che poco tempo fa ci siamo visti recapitare una comunicazione per la quale dobbiamo aprire un conto cointestato (Ovviamente pagando le imposte di bollo e le spese mensili più un versamento minimo) presso il quale verrà accreditata la somma da ereditare. Francamente mi aspettavo di essere liquidato con assegno circolare o simili.Vorrei sapere se tutto ciò è regolare e qual'è la legge che regola queste procedure. Il timore è di dover attendere altri mesi, sostenendo spese per un conto che non abbiamo richiesto.GraziePaolo

aggiungi un commento
aggiungi un commento
Rev.0 Segnala

Se non avete chiesto esplicitamente la liquidazione dei titoli ma solo la loro successione, ovviamente dovete aprire un conto d'appoggio e relativo deposito titoli. Altrimenti vendete i titoli, ovviamente perdendoci per tutti quelli la cui quotazione non supera il 100.Per quanto riguarda le tempistiche, non esistono.

aggiungi un commento
aggiungi un commento
Rev.0 Segnala

Grazie per la risposta.La richiesta di liquidazione è accessoria alla successione, o andava fatta precedentemente? Le Poste, alla richiesta di venderli, hanno già risposto che non è possibile senza aprire il nuovo conto a cointestato agli eredi.Cosa significa perderci per tutti quelli la cui quotazione non supera 100?Supponiamo che alla fine noi dovessimo assecondare le loro richieste. Se mando una raccomandata con la quale intimo la vendita entro 30 giorni pena la messa in mora (Per mancati interessi e per danni), può essere sufficiente a smuovere le acque? Certo rimarrebbero le spese di apertura/chiusura del conto, ma almeno chiuderemmo la faccenda in breve tempo.Paolo

aggiungi un commento
aggiungi un commento
Rev.0 Segnala

Allora. Poste, come tutte le banche, ha bisogno innanzitutto di un conto su cui appoggiare i titoli che dovranno "cambiar padrone". Infatti, allo stato attuale, quei titoli appartengono ancora al de cuius fino a che non verranno girati sul nuovo conto intestato agli eredi.E non possono essere liquidate prima dal momento che,ora come ora, si trovano in uno stato di limbo (chifirmerebbe l'ordine di vendita?dove andrebbero accreditati i titoli, essendo ormai bloccato il conto del deceduto?).Quindi la prassi di apertura cc è corretta, poi statrà a voi chiuderlo o tenerlo aperto (tenga conto che il cc in Posta costa circa 2 euro al mese, posizionandosi, quindi, tra i costi più bassi a livello italiano).Quando i titoli saranno di sua/vostra proprietà, allora potrete decidere il da farsi. Tenere i tioli fino a naturale scadenza e, ovviamente, godere dell'accredito delle cedole annuali (non so di che titoli stia parlando, quindi non so il controvalore delle cedole). Oppure mettere in vendita i titoli, incassare su cc il contante e chiudere il cc.Chiaro che se le quotazioni dei titoli obbligazionari non raggiungono almeno il 100 (e sono facilmente verificabili su web) il loro valore sarà inferiore al prezzo d'acquisto dell'epoca.Dovete verificare voi cosa fare, facendovi magari consigliare dal consulente finanziario dell'ufficio postale presso cui siete appoggiati.

aggiungi un commento
aggiungi un commento
Rev.0 Segnala

Ora è più chiaro. Anche se le condizioni proposteci ("a voce") non sembrano così vantaggiose, e ci è stata consegnata la modulistica senza nemmeno il documento di sintesi e condizioni generali del contratto. La mancanza di trasparenza rende prevenuti, purtroppo spesso a ragione.Grazie

aggiungi un commento
aggiungi un commento


Prendi parte alla discussione
Prima volta? Assicurati di aver compreso le linee guida di partecipazione