Volevo sottoporre un dubbio che mi sono posto; in caso di accollo di una quota del prestito che la banca ha erogato all’impresa da cui si acquista l’immobile, evitando la pratica di mutuo (spese notarili per circa € 2500=), il mutuo che si sottoscrive e’ ritenuto a tutti gli effetti paritetico ad un mutuo prima casa? Ho sottoposto il quesito all’ufficio finanziario dell’istituto di credito e mi e’ stato risposto: “ L'accollo riguarda esclusivamente il passaggio dell'ipoteca da un intestatario all'altro, di conseguenza il mutuo richiesto è un mutuo prima casa (se non è intestatario di altro immobile dichiarato come prima casa e se porta la residenza entro un anno nel nuovo indirizzo). Per il decreto Bersani sulla portabilità, il mutuo deve essere riferito all'acquisto della casa di abitazione e deve essere in ammortamento da almeno 18 mesi.”Chiedo a qualcuno del forum esperto in materia, se ritiene attendibile ed esaustiva tale risposta. Grazie e saluti leleint1
Iniziata: oltre un anno fa Ultimo aggiornamento: oltre un anno fa Visite: 1784
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23/01/2011, ore 13:25
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23/01/2011, ore 13:48
Concordo pienamente con quanto asserito dall'Istituto.saluti |
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23/01/2011, ore 15:54
L'accollo è l'intestazione e la condivisione di un contratto di mutuo già stipulato e funzionante, intestato ad un altro, come il costruttore o società immobiliare..L'importante è che il mutuo sia stato previsto al frazionamento delle parti immobiliari, accatastate singolarmente, e quindi aventi stima di valore ipotecario già predisposta, e pronta quindi al rogito, tra venditore ed acquirente.Naturalmente la pratica dell'accollo, andrà autorizzata dalla banca mutuante....e detentore dell'ipoteca, intera e/o frazionata. |
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