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Forum Domande & Risposte

Iniziata: oltre un anno fa   Ultimo aggiornamento: oltre un anno fa   Visite: 3349
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Buongiorno a tutti,

Ho un mio assegno che è stato pagato in 2° battuta per mancanza di fondi nella banca. Una volta pagato, il direttore della banca ha ben pensato di addebitare direttamente anche il 10% più interessi. Quando oggi sono andato a chiedere spiegazioni, il direttore mi ha detto: "è la legge".
Eppure, vista la situazione personale della mia piccola attività, ho una certa esperienza con i pagamenti di assegni in 2° battuta (mi è capitato, purtroppo, un po' di volte) e le altre banche con le quali opero e con le quali si è verificato tale problema, non hanno mai pagato il 10% contestualmente all'assegno ma mi hanno sempre notificato a mezzo raccomandata la possibilità di essere iscritto al CAI, se entro il 60° giorno dalla data del pagamento non avessi dimostrato di aver pagato anche il 10% dell'importo facciale più spese e interessi (dimostrazione che avviene tramite liberatoria firmata dal creditore e autenticata da un notaio o dal comune).

Quando ho fatto presente al mio "caro" direttore che io avevo diritto ai 60 giorni per pagare quel 10%, il direttore si è comportato in maniera arrogante ripetendomi che la legge è questa, e lui è tenuto ad addebitarmi il 10% perchè senò potrei portargli la liberatoria, cosa che non dimostrerebbe il vero pagamento del 10%. Spiegandomi meglio, parafrasando le parole del "buon" direttore, il senso era: "Molta gente si fa firmare le liberatorie dai creditori, ma in realtà non paga il 10%, e quindi io sono tenuto a prendermelo prima che tu mi freghi".

Premesso che è vero che alcuni creditori firmano le liberatorie senza avere realmente il 10%, ma questa è una questione legata ai rapporti commerciali tra aziende e le banche non possono sindacare su questo. Il punto della domanda è: davvero la legge obbliga le banche a prendere contestualmente il 10%?

Se fosse così, ho la prova che 2 delle 3 banche con le quali opero violano la legge suddetta; se così non fosse, ho avuto l'ennesima prova dell'ignoranza e dell'arroganza dei direttori di banca.

Ringrazio in anticipo chi leggerà questa discussione e chi risponderà

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La seconda che hai detto.

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Un assegno pagato i seconda battuta si può pagare per il SOLO IMPORTO FACCIALE o pet tale importo + TUTTO IL RESTO. Solo ed ESCLUSIVAMENTE il traente (il cliente che ha firmato l'assegno) può dare dispozione di cosa pagare. La banca non ha nessuna autorità nel decidere. Qunado dico la banca, vorrei essere chiaro, mi riferisco ai colleghi, perchè la Banca come istituzione sa benissimo sto' fatto. In conclusione gli uomini hanno errato, non potevano decidere di loro iniziativa

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Grazie delle risposte. Era come pensavo.
Ma adesso? Come posso dimostrare al direttore della banca che lui aveva torto, e io ragione? Quali sarebbero, in teoria, le procedure che dovrei seguire per vedermi restituire quel 10% salvo poi riversarlo entro i 60 giorni?

Avviso che non ho intenzione di farmi restituire il 10%, avviserò il mio fornitore e gestiremo la situazione commercialmente tra noi due, ma vorrei "levarmi lo sfizio" di dimostrare al direttore la sua ignoranza (o, peggio ancora, cattiva fede) in questa specifica materia.

Grazie ancora delle risposte.

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