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Iniziata: oltre un anno fa   Ultimo aggiornamento: oltre un anno fa   Visite: 12090
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Il 04.02.c.a. ricevo un assegno non trasferibile di 2.100 Euro intestato a mio nome e poichè mi serviva il denaro subito mi reco nella suddetta banca dove il suo correntista aveva emesso l'assegno. La banca in questione è :"La banca Popolare di Novara" di via Marconi, 3 a Mappano - Caselle (TO). Limpiegato della cassa mi dice che loro non hanno denaro, che pagano solo gli stipendi e che non pagano assegni oltre 1.000 Euro. Dopo varie insistenze si reca dal Direttore a chiedere se poteva effettuare il pagamento, ma gli risponde picche. Tornato in cassa mi dice se potevo farmi pagare in contanti dal loro cliente oppure di recarmi nella mia banca dove ho il c.c. e depositarlo lì. Io ho replicato che ero a conoscenza che l'assegno non poteva superare i 2.500 Euro e non i 1.000 come mi era stato detto ed inoltre che i contanti per legge non possono superare i 150 Euro. Tutto ciò non è servito a nulla neanche quando ho chiesto il da fare se io non avessi avuto un c.c. in banca. So che è stato perpetrato un abuso e l'assegno doveva essere pagato immediatamente all'ntestatario. Forse avrei dovuto minacciare di presentarmi con la Forza Pubblica per l'incasso ma poi alla fine ho preferito recarmi alla mia banca e depositarlo lì. Morale della favola: l'assegno verrà incassato dalla mia banca il 10 c.m. e non prima. Ora io mi chiedo: ma le regole le banche le conoscono o fanno finta di niente per poter tenere il denaro nelle loro casse ancora una settimana? Perchè questo direttore e questo impiegato non vengono ancora rimossi dall'incarico???

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