Attualmente gli istituti di credito sono stati "invitati" a non creare eccessive turbative alle imprese e sono state anche aiutate in questo senso attraverso erogazioni dedicate alle imprese. Noi imprese stimo ancora aspettando questi "aiuti", ma il migliore aiuto sarebbe non mettere i bastoni tra le ruote nell'operatività ordinaria, anzi, il primo aiuto sarebbe dimostrare elasticità in un momento dove, con la scusa della crisi, in molti ritardano i pagamenti, o hanno difficoltà effettive. Ciò che sta succedendo nella realtà è che le banche cercano ogni piccola possibilità per revocare affidamenti e castelletti, e lo fanno in maniera fraudolenta, utilizzando le clausoline dei contratti unilaterali di cui il "sistema" bancario si è dotato. Possono farlo, questo è certo, lo dicono i contratti, ma l'incapacità di capire che il modo autoreferenziale di muoversi sul mercato non è più adeguato è palese. Ai tavoli delle associazioni e negli spettacoli mediatici garantiscono di non porre problemi sul credito, nella realtà succede il contrario, ma in sordina, adducendo ogni volta motivazioni "plausibili". Al momento attuale dicono che "selezioneranno" il credito...pensate, dopo quello che ci hanno fatto vedere a livello mondiale si permettono anche di "giudicare". In sintesi un esempio capitato a noi, il bilancio è buono, l'indebitamento negli ultimi anni è più che dimezzato, il fatturato è in aumento da tre anni e Gennaio è stato ottimo, con l'unico istituto con cui lavoriamo non abbiamo mai creato tensioni dal 2004 ad oggi, le eventuali condizioni esterne al rapporto sono le medesime da anni, e a Gennaio il "Pregiatissimo" istituto ci chiede di rientrare del magrissimo fido attuale con motivazioni a dir poco inconsistenti.A questo punto mi chiedo dove sia la vigilanza del governo e delle associazioni, per quanto dovremo essere presi per il collo e con l'unico consiglio del direttore della banca: " consiglio di non fare troppo casino altrimenti oltre al fido vi tolgono anche il castelletto per lo sconto delle fatture in 3 giorni". Ovviamente una messa a sofferenza da parte di un istituto impedisce agli altri di operare con te...neanche i Casalesi sono riusciti a fare tanto.per fortuna ci dovrebbero aiutare, se no, chissà cosa facevano.
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13/02/2011, ore 10:56
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