A proposito di etica e onestà intellettuale, questi i metodi dell'Istituto in oggetto. A chi legge il commento.La presente per denunciare il comportamento dell’ Istituto di credito in oggetto, definibile in termini eufemistici come eticamente e professionalmente discutibile, in realtà decisamente ai limiti dell’onestà.Premetto che intrattengo con Banca Popolare di Milano (agenzia dell’aeroporto di Milano Malpensa Terminal 2) un rapporto pressoché ventennale, nel quale il mio conto non ha mai fatto segnare un saldo negativo. Conto sul quale è sempre (e puntualmente) stato accreditato lo stipendio.I fatti hanno inizio un paio di anni fa circa, quando del tutto inaspettatamente, senza che mai ne avessi fatto richiesta e quindi anche senza che mai avessi firmato nulla a riguardo, mi viene consegnata la nuova carta di credito “Carta Impronta”. Nonostante le giustificazioni riportate dal personale di agenzia a seguito del mio disappunto e delle mie richieste di spiegazione fossero del tutto insufficienti (“Non so come spiegare, probabilmente c’è stato un problema nel flusso di comunicazioni, ci deve scusare per questo disguido”), decido di soprassedere e di tenermi la nuova carta, che pur pagando regolarmente (tranne il primo anno, omaggio(!)) non uso. Continuo invece a utilizzare la “CartaSì VISA”, che posseggo da lungo tempo e con la quale non ho mai avuto problemi. Su di essa gravano anche dei pagamenti ricorrenti da altrettanto tempo, quali ad es. la bolletta telefonica, il Telepass, e altro….Naturalmente il rinnovo è sempre stato preciso, sollecito e automatico. Fino all’ultima scadenza, giugno 2011.Non avendo ancora ricevuto nulla a dieci giorni dalla scadenza mi reco in agenzia, dove un paio di impiegati visibilmente imbarazzati mi comunicano inizialmente, tra mille scuse, che era stata disattivata per errore ma che sarebbe stata “prontamente” ripristinata (segue qualche minuto di “manovra” sulla tastiera del terminale con conferma verbale finale).Tornato a casa chiamo l’ufficio clienti di CartaSi, per avere ulteriore conferma, ma una gentile voce femminile mi assicura che la carta non verrà mai più riattivata per decisione dell’Istituto di Credito.Decisamente infastidito richiamo l’agenzia BPM, e parlo con lo stesso solerte impiegato che solo qualche ora prima aveva così “efficacemente” risolto il problema:“In realtà mi sono accorto anch’io che non è possibile riattivare l carta” mi risponde candidamente.“E allora?” Gli chiedo“Bisogna che sposti tutte le utenze da una carta all’altra, e lo deve fare Lei, per noi non è possibile farlo”.“Ma perché tutto questo? E specialmente, perché nessuno mi ha mai chiesto, o comunicato nulla? E’ stato davvero un caso che io mi sia accorto della scadenza” Lo incalzo.“Non so cosa risponderLe” mi dice, “Non è colpa mia. L’operazione è stata effettuata direttamente dalla sede centrale. Per politica aziendale si è deciso di disattivare tutte le carte facenti capo a società terze per incentivare l’uso della propria” (Carta Impronta, n.d.r.).Ancora una volta, se non avessi chiamato per eccesso di scrupolo CartaSì, nessuno mi avrebbe comunicato che la suddetta sarebbe andata a morire, lasciandomi con tutte le utenze insolute.A questo punto mi ritrovo a meno di dieci giorni dalla scadenza, con tutte le utenze da spostare, e a dover gestire un comportamento estremamente scorretto e fin’anche disonesto (ricordo che non ho mai firmato alcun modulo di richiesta di Carta Impronta) di un primario Istituto di Credito, della cui “eticità” e onestà professionale mai mi sarei permesso di dubitare. Mi sento decisamente preso in giro!Ritengo inaccettabile il non aver mai ricevuto alcuna informazione, né alcuna comunicazione, né alcuna richiesta specifica su tutta l’operazione in corso che mi vedeva coinvolto in prima persona.Detto ciò, essendo venuto meno il rapporto di fiducia, anche più elementare, è evidente che - tempi tecnici permettendo - ogni mio rapporto con Banca Popolare di Milano andrà a estinguersi.E’ anche chiaro altresì che più che probabilmente queste parole di protesta non sortiranno alcun effetto presso BPM (l’artefice di tutta l’operazione avrà fatto bene i suoi conti), però sarà già sufficiente che quante più persone possibile vengano in qualche modo a conoscenza (e sarà mia pressante premura fare in modo che avvenga) del modo poco trasparente e per nulla pulito in cui operano alcuni enti “blasonati” quali la banca in oggetto, che si prendono abitualmente e allegramente gioco dell’ incauto, inconsapevole, ingenuo, obbligato (e chi più ne ha ne metta) utente finale.
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24/06/2013, ore 16:22
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26/06/2013, ore 14:05
Conosco il comportamento poco coerente della BPM e non mi meraviglio, infatti se leggi il forum "scusa se ti porto via 15 mila euro" vedrai il comportamento molto discutibile di tale società e ripeto quanto detto nell'altra pagina di forum "le banche sono associazioni a delinquere legalizzate" e purtroppo chi paga sono i soliti "disgraziati" (noi). |
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