Quello che sto per raccontarvi ha dell'incredibile, almeno dal mio punto di vista. Mia madre è stata correntista per numerosi anni presso la BNL. Un giorno però controlla attentaemnte l'estratto conto,e si accorge ceh figurano dei prelevamenti "strani", che nno ricorda di aver fatto. A questo punto si reca del direttore di filiale e chiede le documentazioni inerenti quei prevelamenti, e sorpresa: sulla ricevuta la firma di mia madre è difforme da quella sua. In seguito mia madre ha scoperto che a rubare i soldi (probabilmente con la complicità di un impiegato di banca) era una parente molto vicina noi che, guarda caso, venuta a sapere della scoperta di mia madre è sparita di punto in bianco. CMq ciò che mi fa/ci fa arrabbiare nno è tanto questa miserabile ladra, quanto l'atteggiamento della banca: dapprima il direttore diede ragione a mia madre, dicendo che le firme erano false e che gli sarebbero stati restiuit i soldi...ma quando mia madre chiede l'estratto conto storico e nota che la cara cugina in questione andava a prelevargli i soldi da numerosi anni, allora il direttore muta atteggiamento e la disponibilità mostrata viene ritirata.Ovviamente è seguito quanto previsto: avvocati, tribunali, denunce. Sono passati 8 anni dall'accaduto, e sembra che le cose si stiano sbloccando: l perito nominato dal tribunale ha dato ragione a mia madre, riconoscendo che le firme sono apocrife. Ora a marzo la sentenza, ma già alcuni dicono che la banca farà appello e che passerà altro tempo. Quello che mi chiedo è questo: a parte che andare in appello sarebbe un'assurdità per loro, visto che la cosa è talmente lampante che non vedo a cosa possano appigliarsi per non pagare. MA poi mi chiedo: alla banca nno converebbe uan transazione, sapendo che in caso di condanna rischia di pagare molt di più?
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05/02/2013, ore 20:42
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