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Forum Domande & Risposte

Iniziata: oltre un anno fa   Ultimo aggiornamento: oltre un anno fa   Visite: 2602
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A seguito di una vendita di un’immobile abbiamo ricevuto un’avviso di accertamento con la richiesta di pagamento di Euro 36.000 circa

Spiego la situazione:

I miei genitori hanno ricevuto in eredità 2 appartamenti nel centro storico di un paesino della provincia di Rieti, Antrodoco.

I due appartamenti di costruzione datata e vetusti, risultavano in pessime condizioni; tetto completamente da rifare, mancanza di impianti di riscaldamento, tubazioni rotte ecc.

Abbiamo cercato di vendere entrambi le unità ad € 90.000

Poi successivamente, consigliati da un tecnico che si affidava a precedenti esperienze di vendita di appartamenti in simili condizioni, abbiamo ridotto la quota ad euro 60.000 ed affidato il tutto ad agenzia, la quale ha tentato anche la vendita online (ebay)

Trascorsi circa 7 anni, abbiamo rivalutato il prezzo a € 50.000 anche in vista del fatto che gli appartamenti erano ormai a rischio crollo con conseguenti eventuali danni a persone e cose

A questo punto ci è giunta un’offerta di € 40.000 che ci siamo visti costretti ad accettare, anche consapevoli del fatto che ci sono tantissimi immobili invenduti da tempo nello stesso luogo!

Dopo la vendita, ci è giunto un’accertamento dall’agenzia delle entrate che ci chiede l’importo di € 36.000 circa perche valuta gli immobili € 218.000 (valore del luogo per appartamenti in normali condizioni)

Abbiamo provato a contattare l’acquirente ma non siamo riusciti a rintracciarlo, l’agenzia che fatto da tramite, risponde in malo modo e il notaio dice di aver fatto tutto regolarmente

Ci è stato riferito che siamo responsabili in solido e quindi la cifra potrebbe essere richiesta a noi anche se dovuta dall’acquirente

Ci siamo rivolti a geometri, commercialisti e avvocati, ma nessuno è concorde e si capisce che non hanno conoscenze in merito

L’agenzia delle entrate ci ha risposto che potevamo vendere l’immobile a quelle condizioni ma dovevamo dichiarare un valore più alto per non incorrere nell’accertamento

Come ci dobbiamo comportare?

Ringrazio anticipatamente

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Vediamo un po. Inb un atto di compravendita , da qualche anno, si scrivono due importi. L'importo della transazione e la rendita catastale. Sul secondo si calcolano le varie imposte da pagare. Nel 99% dei casi la r.c. è più bassa, molto più bassa della reale transazione, in questo caso, invece è il contrario. Partendo dal presupposto che quando si vende un immobile la prima cosa che si deve conoscere è appunto la rendita catastale (vale anche per l'acquirente), è facile comparare se questa è più alta o più bassa del prezzo ottenuto. Nel caso, PARTICOLARE, del forumista domandante, tra i due esperti, il Notaio e l'agente immobiliare, dovevano dare i giusti consigli. Quali? Rivolgersi ad un tecnico, per la variazione della r.c., richiesta da presentare all'ufficio tecnico comunale, questo, naturalmente da fare prima dell'atto, per farsi ricalcolare la nuova r.c.. Detta questa semplice cosa, ora non rimane che il solito ricorso, con tanto di testimoni, di perizia di un tecnico e di soldi, senza avere la cetezza di uscirne vincitore

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