Uno dei modi migliori per esercitare la “pìetas” è quello di visitare un Cimitero. Non siate rozzamente banali e fermate il gesto della mano pronta a grattarsi..... Questo luogo ha una peculiarità : quello di capire parte del senso della vita leggendo qualche làpide,o meglio,qualche frase lasciata ai pòsteri a bella posta come se fosse un mini-testamento ològrafo.Stamattina nel corso di una partecipazione ad una cerimonia funebre, in un piccolo Cimitero della provincia,nell’uscire,ho percorso un vialetto sul quale si affacciavano diverse tombe,lòculi,cappelle etc. Il primo impulso è stato quello di maledire la vanità dell’uomo che a dispetto della solennità della morte,continua a trastullarsi con una specie di “piano regolatore” grottesco e ridicolo in un luogo dove,sia il ridicolo che il grottesco del blasone sociale,non dovrèbbero trovare asilo per contratto !E pensavo quindi alla “ livella “ di Totò che andrebbe scolpita “ ope legis “all’ingresso di tutti i Cimiteri della Repubblica. Fugata questa utopia,mi si sono posati gli occhi su alcune làpidi che nella loro singolarità,mi hanno fatto riflèttere. Una,era un frontespizio di una cappella un po’ kitsch che denotava disponibilità economica del committente ma non certo buon gusto. Ma forse era proprio quello il messaggio che l’inquilino voleva lasciare ai pòsteri perché al centro vi era scritto : “”” qui giace XY che per colpa di qualcuno,ha deciso di aspettare da solo la Resurrezione eterna “””Nessun commento.
LA NOBILTA' DELLO SCHIAVO, E' LA RIBELLIONE !
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08/12/2010, ore 21:51
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