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Forum Domande & Risposte

Iniziata: oltre un anno fa   Ultimo aggiornamento: oltre un anno fa   Visite: 2899
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Se i giornalisti dell' Unità tirano la volata, il popolo accorre. Probabilmente non legge nemmeno quanto era stato scritto, e via con gli insulti. Quelli passano e orma non lasciano. Ma in mezzo ci sono parole da prendere un po' più sul serio. Si invocala «chiusura di ufficio di Libero», si invita ad usare il quotidiano «come carta igienica», si spiega che Giornale e Libero hanno «gli unici giornalisti per i quali il bavaglio sarebbe d'obbligo». Ora nessuno pretende che una battuta faccia ridere e perfino che un articolo o una notizia interessino e debbano piacere chiunque. Però salta all'occhio che questo popolo degli insulti e che invoca la censura nei confronti di questo giornale e del suo sito Internet è proprio lo stesso che una settimana fa si sgolava sul terribile bavaglio ai blog che il governo ipotizzava. E intendiamoci, quel bavaglio era assai più tenue: imponeva solo il diritto di rettifica alle persone insultate o diffamate nei blog. Nel nostro caso questi libertari della domenica vanno più per le spicce: chiudere baracca e burattini, e magari bruciare in piazza come streghe i giornalisti che non vanno a genio. In fondo è proprio la stessa filosofia contenuta nell'articolo dell'Unità, scritto da altri giornalisti. Ovunque si esprima un'idea diversa dalla loro è «macchina del fango». La satira non è mai concessa: riservata per legge non scritta a comici e graffitari cresciuti a salotti e Pci. Vanno più al sodo: non contestano un'opinione diversa, ma che quella altrui possa essere opinione: è fango, quindi non ha diritto di esistere.

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