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Forum Domande & Risposte

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Dona anche tu un euro per ricomprare lo yacht a Nathan Falco Briatore". Il titolo della pagina Facebook creata martedì (e che in due giorni ha già superato i 2.800 iscritti) è un appello ironico al popolo del social network 'dispiaciuto' per baby Briatore. La polemica da cui scaturisce l'iniziativa parte dalle dichiarazioni (poi smentite) di Elisabetta Gregoraci a Diva e Donna: «Da quando siamo stati costretti ad abbandonare il nostro yacht il piccolo Nathan Falco piange spesso, non è più tranquillo e sereno come prima». Eli aveva parlato della «terribile esperienza» di vedersi sequestrare lo yacht Force Blue dalla Guardia di Finanza, shock che aveva avuto conseguenze anche sull'umore del bimbo di due mesi, che lì viveva con mamma e papà. La smentita non è servita a far spegnere le polemiche. In un periodo di crisi economica e «gente che non ha lavoro e deve pagare un mutuo» (come commenta un supporter della pagina), affermazioni di questo tipo tardano a finire nel dimenticatoio. Gli utenti la prendono con ironia. E gli amministratori della pagina per il riacquisto dello yacht alla famiglia Briatore si inventano l'organizzazione SAVE THE YACHT CHILDREN, che 'sensibilizza' grazie allo slogan: "Aiuta anche tu i profughi dello yacht". La foto di un bambino che piange viene usata come prova di quanto possano star male i bebè 'privati di uno yacht'. Insomma, i Briatore sbeffeggiati sul social network, ma senza insulti: "Pagina ironica, non insultate il billionario" scrivono gli admin. Un bel gesto, visto che, a giudicare dai commenti, a sentirsi insultati dalle affermazioni attribuite alla Gregoraci sono

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