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Forum Domande & Risposte

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Premetto due cose: - Unicredit sappiamo tutti com'è quindi evitiamo messaggi di insulto a me per averla usata e a loro per quello che fanno :-) Se l'ho usata un motivo ci sarà stato.- Non mi sto consumando dalla preoccupazione, anzi. Chiedo con tutta calma qual'è la vostra opinione e secondo voi come procedere. La storia per sommi capi: Nel 2005 apro un fido per la mia ditta individuale con Unicredit, solo 10.000 euro, zero garanzie e zero fideiussori, era un Programma Start-UP. Procede tutto bene tanto che poco dopo copro completamente il fido ma chiedo l'ampliamento a 25.000 per ingrandire l'attività, mettendo a garanzia un fondo di investimento di 10.000 e la mia pensione integrativa. Purtroppo a metà 2007 iniziano ad arrivare chiari i segni della crisi imminente e chiudo prima di far danni. La chiusura viene comunicata a Unicredit e con l'allora direttore stabiliamo che lo scoperto di fido che in quel momento era a -20.000 sarebbe stato restituito così:- 15.000 euro versati subito (mi sono stati prestati da un parente a cui li ho restituiti pian piano)- 5000 euro con un piano di rientro da circa 350 euro al mese. Io faccio il versamento da 15.000, ma dopo un mese, non avendo ancora sentito nessuno né ricevuto documenti per il piano di rientro, chiamai Unicredit e mi dissero che il direttore con cui avevo parlato del piano di rientro, aveva cambiato sede, quello attuale non sapeva niente di questi accordi e pertanto il fido e i suoi tassi rimanevano a mio carico fino ad estinzione.Obiettai che con una ditta chiusa da due anni erano obbligati a chiudere il fido (accordi di Basilea 2) ma non ebbi altre risposte. In compenso la settimana dopo il nuovo direttore variò il limite di fido senza nemmeno avvisarmi, rendendolo pari alla cifra dovuta.Da agosto 2008 il direttore attuale ha adottato la seguente modalità operativa: quando arrivano gli interessi del fido, lui autorizza l'ampliamento del fido concesso giusto della cifra degli interessi. In questo modo io mi trovo con un fido aperto che però non uso, interessi che salgono vertiginosamente e nessuna possibilità di colloquio scritto. Infatti ho chiesto più volte che invece di contattarmi per telefono in forma orale, mi contattassero con lettera raccomandata ma non lo fanno mai. E non mi dilungo sugli interessi al limite dell'usura (11,600 % tasso esplicito di fido + 11,600 scoperto di fido) e sull'anatocismo.Il direttore attuale agisce in questo modo solo per non farsi richiamare dalla sede centrale, mentre il danno è esclusivamente mio. Ma vorrei vedere questa cosa in tribunale, con la ditta chiusa dal 2007 e gli interessi sul fido applicati con questa modalità, addirittura ampliando il limite di fido senza nessuna mia richiesta, autorizzazione o firma.Probabilmente non ricorrono al recupero forzoso perché risulto disoccupata da luglio 2007 e senza nessun bene immobile di proprietà. Aspettano semplicemente che il debito cresca a dismisura confidando che a 37 anni non rimarrò per sempre nullatenente (sperano male).Inoltre il tipo di fido che avevo sottoscritto, senza garanzie e fideiussori, implicava un margine di rischio da parte di Unicredit, rischio che non vogliono affatto assumersi.Come procedere secondo voi per sistemare questa situazione?

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