Avrei una questione per i più esperti:Per quanto riguarda i contributi INPS, vorrei porre dei dubbi sulla legittimità dell' iscrizione a ruolo dei versamenti non effettuati.Per quale motivo i contributi non versati vengono considerati alla stregua di debiti nei confronti dell'INPS?Dato che l'Inps, fino al momento in cui il cittadino non percepisce la pensione, non ha realmente erogato alcun servizio a favore di esso, come è possibile che possa emettere una cartella esattoriale in tutta legittimità?A rigor di logica, il mancato versamento del contributo è a tutti gli effetti un "credito del contribuente non incassato".Al limite, nel momento in cui il contribuente raggiunge l'età pensionabile, l'INPS potrebbe comunicargli che non avendo raggiunto la quota minima dei versamenti necessari, non può procedere con l'erogazione della pensione.Quindi non si capisce perchè questi "crediti non versati" vengono trattati a tutti gli effetti come dei debiti che il cittadino avrebbe nei suoi confronti.Capisco perfettamente che se i contributi Inps non fossero esigibili in modo coatto sarebbe un dramma per i conti pubblici, dato che la spesa previdenziale risulta essere oltre 1/3 della spesa nazionale... tuttavia in un utopico Stato modello, sarebbe legittimo trattare questi mancati versamenti come dei debiti (con tanto di messa in mora e pretesa di interessi più spese di recupero) che il cittadino ha nei confronti dell'INPS?ringrazio anticipatamente chiunque voglia rispondere al mio quesito
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27/10/2013, ore 18:35
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