Cerco di spiegarmi brevemente.Ho citato in giudizio una persona per dei soldi che mi doveva; nel tempo ho recuperato mille prove a mio favore, compresi contratti firmati dalla controparte che mi davano ragione assoluta.Data l'importanza delle mie prove, l'avvocato della controparte ha consigliato al suo assistito un compromesso fuori dal tribunale.Bene, il compromesso c'è stato ed è stato di NN euro. Il mio avvocato *mi ha consigliato* di accettare.Com'è finita? Che al termine di tutto il mio avvocato mi ha chiesto NN euro (TUTTO!!!) per la sua parcella.Essendo il mio avvocato, mi aspettavo consigli per il mio interesse, e non per l'interesse (esclusivo) del mio avvocato. E' lapalissiano che se mi fosse stato detto che l'intero "ricavato" della citazione sarebbe servito appena a coprire le spese, con le carte che avevo in mano sarei andato al processo - almeno tali spese non le avrei coperte io (vittoria certa).Cosa ne pensate del suo atteggiamento? Non è morale, ma è possibile per un avvocato?
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02/07/2012, ore 09:47
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